Virilità in crisi: il corpo di Nick Ventura tra ironia e vergogna

Il noir è sempre stato un genere di uomini duri. Nick Ventura è un uomo che, a letto con una donna che dorme, si domanda se ha dato il meglio di sé. Fin dalle prime righe Tutto in una notte mette al centro un tema di cui raramente si parla con franchezza, e lo fa con la sola arma che Nick possiede: l’ironia.

Il corpo nel noir

Nel noir classico il corpo del detective è una specie di garanzia. Sam Spade e Philip Marlowe vengono picchiati, drogati, legati e si rialzano ogni volta. Il loro corpo regge, e questa resistenza dice qualcosa sul loro carattere. L’uomo hardboiled non si lamenta e non cede, almeno in apparenza.

Nick ribalta questa convenzione. Il suo corpo non regge, e non per i colpi che riceve, ma per ciò che non riesce a fare. Il colpo alla testa, nel corso della notte, è il meno grave dei suoi problemi.

«Io non sono un qualsiasi uomo»

Il racconto lo dice con chiarezza. La sua compagna Paula, una donna tranquilla e non assillante, lo consola con una frase gentile: capita, prima o poi, a qualsiasi uomo. Nick non ne è affatto sollevato. Il problema, per lui, è proprio quel «qualsiasi». Non sopporta di essere un uomo come gli altri, e di fronte alla propria fragilità reagisce con l’orgoglio.

È la miseria e la verità del personaggio. La gentilezza di Paula, che dovrebbe rassicurarlo, lo ferisce perché lo restituisce alla normalità. Nick è un uomo che preferirebbe essere eccezionale in negativo piuttosto che ordinario.

Ridere per non vergognarsi

Il racconto è comico per tutta la prima parte. La telefonata che lo sveglia gli arriva da un uomo che gli fornisce di nascosto le «pilloline per il sesso», e Nick, imbarazzato, getta un’occhiata alla compagna addormentata e vorrebbe sfracellare il telefono. La scena funziona perché il lettore ride di una situazione che, vissuta da dentro, sarebbe mortificante.

L’ironia è la maschera di Nick. Ride di sé prima che gli altri lo facciano, e racconta la propria debolezza come una barzelletta. Il noir ha sempre usato il cinismo come armatura; qui l’armatura ha una falla, ed è proprio dalla falla che passa l’umanità del personaggio.

Un tema meno raro di quanto si dica

I disturbi dell’erezione sono molto più diffusi di quanto la conversazione comune lasci intendere. Studi epidemiologici stimano che una parte consistente degli uomini fra i quaranta e i settant’anni ne soffra, almeno in forma lieve, e la frequenza cresce con l’età. Le cause possono essere fisiche, psicologiche o, più spesso, un intreccio di entrambe. Alcol, fumo, sostanze, stress e solitudine non aiutano, e spesso alimentano un circolo vizioso: la paura di fallire peggiora la prestazione, la prestazione fallita aumenta la paura.

Il racconto non offre diagnosi, e non deve. Ma un lettore con un po’ di sensibilità riconosce il meccanismo: Nick beve e si droga, il corpo risponde sempre meno, la vergogna lo spinge a bere ancora. Il silenzio con cui affronta il problema, che fatica a nominare perfino con la donna che gli sta accanto, è forse la parte più realistica del personaggio.

Un’antica ferita della letteratura

Non è un tema nuovo. Il Jake Barnes di Hemingway, in Il sole sorgerà ancora, è un reduce di guerra reso impotente da una ferita, e il suo dolore è il cuore del romanzo. Ciò che cambia in Tutto in una notte è il registro: dove Hemingway è elegiaco, Nick è farsesco. Ma sotto la risata c’è lo stesso interrogativo: che cosa resta di un uomo quando non si riconosce più nel ruolo che gli è stato insegnato?

Virilità come prestazione

Idea comune Ciò che mostra il racconto
L’uomo vale per ciò che sa fare Nick vale molto più di quanto creda, ma non lo sa
La debolezza va nascosta Nascondendola, Nick la ingigantisce
La vergogna è privata Il problema ricade su tutta la notte e sui suoi rapporti
Parlarne è umiliante Parlarne, anche per ridere, è già una liberazione

 

Conclusione

Credo che il lato più autentico del personaggio stia qui: nell’impossibilità di essere l’eroe che pensava di dover essere. Se questi temi ti riguardano personalmente, ricorda che se ne può parlare con il proprio medico, senza imbarazzo: sono problemi frequenti e, nella maggior parte dei casi, affrontabili.

Nell’articolo finale confronterò Tutto in una notte con Esalfa, due libri così diversi che sembrano scritti da autori differenti, ma che ruotano intorno alla stessa domanda.

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